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Lost submarine GUGLIELMO MARCONI
Date: November 24, 2016 08:52AM

RISOLTO IL MISTERO DELL’AFFONDAMENTO DEL SOMMERGIBILE GUGLIELMO MARCONI ?

Durante l’inseguimento e l’attacco dei sommergibili terdeschi e italiani contro il convoglio HG.75, partito da Gibilterra il 22 ottobre 1941, diretto a Liverpool, Betasom, il Comando dell’11° Gruppo Sommergibili di Base a Bordeaux, impiegò nell’operazione il Guglielmo Marconi, Archimede, Galileo Ferraris e Barbarigo. Di essi il Ferraris fu affondato il 25 ottobre dal cacciatorpediniere Britannico Lamerton, mentre del Marconi non si seppe più nulla e la sua fine è rimasta un mistero mai, fino a ora, dipanato.

Dopo aver segnalato di avere avvistato alle 05.15 del 28 ottobre, tiro illuminante a grande distanza, alle 11.30 il sommergibile comunicò di trovarsi in lat. 42°55'N, long. 21°55'W, posizione che in base alle segnalazioni radiogoniometriche del sommergibile tedesco U-564 (tenente di vascello Reinhard Suhren), che teneva il contatto assieme all’U-563 (sottotenente di vascello Klaus Bargsten), risultava spostata di circa 30 miglia a sud del convoglio. Seguì il silenzio, e quindi nessuna risposta alle chiamate ripetute continuamente da Betasom, che inutilmente continuò a tentare di mettersi in contatto anche con l’affondato Ferraris.

Il Marconi, distintosi per l'affondamento in Mediterraneo del cacciatorpediniere inglese Escort, e in Atlantico di sette navi mercantili per 19.887 tsl, si perse con cinquantanove uomini dell'equipaggio, e tra di essi non fece ritorno il capitano di corvetta Livio Piomarta, che fu poi decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. Avendo il proprio sommergibile in arsenale per lavori, Piomarta si era offerto di sostituire nel comando del Marconi il tenente di vascello Mario Pollina che si era ammalato.

Da parte mia, dopo lungo e approfondite ricerche, sono arrivato alla conclusione che il Marconi sia andato perduto nel corso di una caccia iniziata subito dopo la sua ultima trasmissione del 28 ottobre per l’attacco del cacciatorpediniere britannico Duncan. Alle 13.30 su indicazione di un contatto radio ottenuto al radiogoniometro HF/DF dallo sloop Rochester, che indicava la presenza di un sommergibile che da qualche tempo stava seguendo il convoglio il Duncan del capitano di corvetta Arthur Nichol Rowell diresse verso la posizione segnalata e alle 13.32 avvistò l’unità subacquea a una distanza di circa 5 miglia. Aumentata la velocità a 26 nodi raggiunse la posizioni in cui il sommergibile si era prontamente immerso, e ne iniziò la ricerca con l’asdic.

Ottenuto il contatto con il sommergibile in profondità, iniziò l’attacco che il Duncan dovette sospendere dopo il lancio del secondo pacchetto di bombe per un guasto all’asdic. Riparato lo scandaglio acustico il Duncan, che non aveva notato segni di danni al sommergibile venire alla superficie del mare, fu raggiunto dal cacciatorpediniere Lamerton del capitano di corvetta Hugh Crofton Simms, che dopo aver affondato il Ferraris stava rientrando nel convoglio da un rifornimento a Porto Delgada (Azzorre); ma la ricerca del sommergibile non ebbe successo, e alle 18.00 la caccia durata quattro ore e mezzo fu abbandonata dai due cacciatorpediniere per raggiungere il convoglio.

Mentre le due navi scorta dirigevano a forte velocità per ricongiungersi al convoglio HG.75, lo sloop Rochester (capitano di corvetta Conway Benning Allen) ottenne un nuovo contatto al radiogoniometro HF/DF su una trasmissione radio di un sommergibile proveniente dal settore sinistro. Allora il Duncan e il Lamerton furono diretti via radio a caccia del sospettato sommergibile, ma la ricerca non portò a nessun contatto e conseguentemente le due unità guerra raggiunsero l’HG-75 poco prima della mezzanotte del 28 Ottobre. Questo secondo sommergibile doveva essere l’U-564 che alle 12.35 aveva dato la posizione del convoglio in lat. 39°05’N, long. 20°05’W con rotta 330° trasmettendo segnali radiogoniometrici.

Dai diari dei due sommergibili tedeschi, che avendo attaccato con successo affondando il cacciatorpediniere Cossak (U-563) e i tre piroscafi Carsbreck, Ariosto e Alhama (U-564) erano rimasti senza siluri, continuavano a dare la caccia al convoglio (informazioni fornitemi dall’amico Augusto De Toro), per portare a contatto l’U-432 che arrivava da nord e i sommergibili italiani Marconi, Archimede e Barbarigo, risulta che l’U-563 aveva perso il contatto alle ore 12.30 del giorno 28, quando emergendo l’HG.75 non era più in vista.

L’U-564, che continuò a trasmettere gli spostamenti del convoglio fino all’arrivo in serata dell’U-432, che poi attaccò affondato il piroscafo britannico Ulea, alle ore 20.00 del medesimo giorno 28 iniziò la navigazione di rientro alla base. Poiché l’U-563 e l’U-564 non riportarono alcuna caccia da parte di unità nemiche è del tutto naturale sostenere che il sommergibile attaccato dal Duncan, dopo le ore 13.32 a sud del convoglio, non poteva essere che il Marconi, rimasto vittima delle bombe di profondità del cacciatorpediniere britannico.

Occorre dire che su una segnalazione del B.d.U. (che alle ore 11.30 del 28 ottobre dava il convoglio in lat. 39°55’N, long. 20°15’W, rotta Nord), Betasom aveva trasmesso ai sommergibili di raggiungere nuove posizioni per intercettarlo. Al Marconi fu comunicato di portarsi in lat. 42°45’N, long. 22°05’W, ma è difficile che in quelle ore il sommergibile, probabilmente in immersione sotto attacco, abbia potuto ricevere quell’ordine, al quale poi non dette il ricevuto.

Perdurando il silenzio del Marconi e anche del Ferraris alle 16.00 del 31 ottobre Betasom, nella speranza di poter ottenere risposta e nell’eventualità che essi potessero essere in condizioni di ricevere e di non trasmettere per avarie agli apparati trasmittenti, chiese a tutti i sommergibili in mare di eseguire controlli agli apparati radiotelegrafici e di dare la loro posizione in condizioni di mare favorevoli. Rispose soltanto il Barbarigo, dal momento che l’Archimede rimase silenzioso fino alle 07.15 del 4 novembre, quando segnalò che sarebbe rientrato alla base per il mattino del 5. Il silenzio dell’Archimede, che al pari degli altri tre sommergibili italiani non riuscì ad effettuare alcun attacco, fu una nuova fonte di preoccupazione per “Betasom”, poi risoltasi bene, mentre parecchio dolore portò alla Base la perdita del Marconi e del Ferraris.

Il Comandante di Betasom, capitano di vascello Romolo Polacchini, nella sua relazione n. 714/SRP del 12 dicembre 1941, trasmessa a Supermarina, riferendosi alla perdita del Marconi scrisse che il sommergibile doveva essere andato perduto “dopo le 1130 del 28 ottobre, data in cui ha trasmesso l’ultimo telegramma”. Nella speranza di avere una risposta dal Marconi e per fornirgli opportuni ordini, Betasom anche nei giorni seguenti continuò, fino al 5 novembre, a trasmettere al sommergibile che però non dette più «segno di vita». Fu anche chiesto al Barbarigo, alle 11.00 del 3 novembre, quando avesse sentito l’ultima trasmissione del Marconi e la risposta, riportata nel Diario di Betasom, fu: «alle 11.11” del 28 ottobre.

Quindi l’ora dell’ultima trasmissione del Marconi, che Betasom ha riportato nei suoi documenti alle ore 13.30 del 28 ottobre 1941, appare vicina, e quindi compatibile, con l’inizio dell’attacco del cacciatorpediniere Duncan al sommergibile italiano, alle ore 15.32.

Francesco Mattesini

Roma, 24 ottobre 2016

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Lost submarine GUGLIELMO MARCONI Francesco Mattesini 11/24/2016 08:52AM
Re: Lost submarine GUGLIELMO MARCONI Francesco Mattesini 11/25/2016 05:37PM
Re: Lost submarine GUGLIELMO MARCONI Francesco Mattesini 11/26/2016 08:32AM
Re: Lost submarine GUGLIELMO MARCONI Rainer 11/26/2016 12:12PM
Re: Lost submarine GUGLIELMO MARCONI Francesco Mattesini 11/26/2016 03:53PM
Re: Lost submarine GUGLIELMO MARCONI Francesco Mattesini 11/30/2016 06:15AM
Re: Lost submarine GUGLIELMO MARCONI Francesco Mattesini 12/03/2016 04:14PM


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